PAGINE DI INFORMAZIONE PER IL VIAGGIATORE CHE AMA LA "VACANZA"
CASA ROMITA .....
giovedì 19 febbraio 2015
COSA E' UN PORTALE?
Un portale web, o portale internet (informalmente anche portale) è un sito web che costituisce un punto di partenza, una porta di ingresso, ad un gruppo consistente di risorse in internet o di una intranet.
“Un Viaggiatore” Racconta
“DIARIO DI UN SOGNO
AD OCCHI APERTI”
Vacanza al Parco
Letterario “Luigi Pirandello”
3 aprile ore
16.00
Cala il
Sipario, la troupe sale sull’autobus, il regista ringrazia gli attori, gli
attori applaudono, la rappresentazione è riuscita, anzi è stato un successo,
peccato sia già finita.
Contenti, un po’ frastornati, arricchiti da
un’esperienza nuova, che noi abbiamo avuto il privilegio di vivere in
anteprima, stiamo rientrando nella normalità.
Ma qual è la
normalità? Quella vissuta negli ultimi tre giorni o la quotidianità di sempre?
Tutto ha avuto
inizio circa dieci giorni fa, quando ricevemmo un inatteso invito per un
soggiorno ad Agrigento ospiti del “Parco Letterario Luigi Pirandello” dal 1° al
3 aprile.
Subito
pensammo ad uno scherzo (sarà un pesce d’aprile?) poi capimmo che era vero.
La mattina del
1° aprile arriviamo all’aeroporto di Palermo, dove ci attende un Taxi per
condurci ad Agrigento.
L’Autista è un
giovane in abito scuro, camicia e cravatta, rispettoso e discreto, tanto
discreto da mettere soggezione.
E’ domenica ed
è ora di pranzo, pertanto usciti da Palermo la strada pochissimo trafficata, ci
consente di ammirare il paesaggio che attraversiamo. I campi sono tutti
fioriti, ora diventano fucsia, ora gialli; ai bordi della strada fanno ala a
volte eucalipti, a volte cespugli di mimosa selavatica oppure forsizia. Qua e
là spuntano case di campagna, greggi di pecore e mucche al pascolo. Si avverte
un’atmosfera piacevole e un po’ misteriosa, avvalorata anche dalla presenza, un
tantino inquietante, del nostro muto conducente.
“Paese che
vai, usanza che trovi!”.
Un tassinaro
romano in due ore di viaggio, ci avrebbe raccontato la vita dal suo bisnonno ai
suoi pronipoti e ci avrebbe chiesto il nostro albero genealogico, ma qui le
persone si fanno i fatti loro!
Ed ecco
Agrigento! La nostra meta “Foresteria il Baglio della Luna” (già foresteria
suona bene, molto più accogliente di Hotel o Albergo) e “Il Baglio della Luna”
è un nome accattivante.
Due giovani e
graziose signorine Sandra e Susanna ci ricevono gentili e sorridenti come se
fossimo due vecchi amici che finalmente si ritrovavano e coi quali è rimasto
sospeso un discorso……. Siamo già sulla scena della nostra commedia, abbiamo una
parte da recitare, ovvero, recitiamo noi stessi, siamo nella storia, nella
novella, nella poesia, Siamo nel Parco Letterario Luigi Pirandello e noi,
personaggi in cerca d’autore, Lo abbiamo trovato, siamo assolutamente a nostro
agio, accolti dal padrone di casa, un Signore di splendido aspetto, barba e
capelli candidi, pelle chiarissima, occhi di un azzurro trasparente, forse
sbarcato con Garibaldi e rimasto ammutinato, gentiluomo d’altri tempi con un
nome da libro di storia, Ignazio Altieri (nei panni di Papialtieri il
Commendatore).
Gli altri personaggi
interpreti come noi, sono assolutamente svariati, operatori turistici,
giornalisti, scrittori, editori, critici d’arte e letterari, professori
universitari, Presidenti di Lions Clubs (in tutto circa 25 persone).
Si pranza si
fa un riposino.
L atrope è di
nuovo riunita per il primo ciak “Viaggio Sentimentale IL CAOS”.
Ci accoglie un
flauto dolce che ha il compito di ipnotizzare i partecipanti rendendoli
silenziosi come per una commemorazione. Appare un raffinato cantastorie che ci
introduce al Luogo natio, alla Casa, al Pino Solitario, alle fonti
d’ispirazione del drammaturgo più importante del ‘900.
Accompagnati
da musica, schegge di novelle, mandorle, e pistacchi, ci ritroviamo al Caffè
Letterario” a commentare, cercando di conoscerci, questo primo bagno di poesia.
Entra il
Regista! Anche Lui, come il padrone di casa, sembra uscito da un romanzo, anche
lui ha un bellissimo nome: Bernardo Barone.
Ci illustra il
Progetto del Parco Letterario e nella sua esposizione c’è tanto entusiasmo e
tanta convinzione, tanta poesia, tanto orgoglio per la Sua Terra , La Sua isola, per la salvaguardia
e la diffusione di quella cultura, c’è tanta passione in ciò che ha creato e
che intende continuare a creare che, spontaneamente ci sentiamo in dovere di
inventare, anche noi, qualcosa … orgogliosi di collaborare con lui.
Il Baglio è la
casa colonica siciliana, dimora del contadino e rifugio per animali ed
attrezzi. Posto in una splendida posizione, a metà strada tra la città ed il
mare, sopra una collinetta è stato restaurato con attenzione.
Si varca la
soglia di un portone e si entra in un cortile interno che potremmo definire una
piazzola circondata da muri della casa, oppure un patio, con vasi di geranio
appesi ai muri, tavolini seggiole, sparsi, due angoli salotto con comode
poltrone di ratan. A destra dell’ingresso si alza una torre quadrata al cui
interno si trova la hall, il bar e il ristorante, nella verande, nell’edificio
a sinistra dell’ingresso sono le stanza da letto graziose e confortevoli.
Di fronte al
portone dal lato opposto del cortile un’apertura ad arco si apre su un giardino
delizioso, curatissimo e profumatissimo di Sicilia. Vi si trova un piccolo
agrumeto e il profumo delle zagare inonda tutto intorno, troviamo un fico
d’india carico di frutti, una fioritissima siepe di rosmarino, che non manca di
dire la sua in fatto d’aroma, poi incontriamo un mandorlo anch’esso pieno di
frutti, poi gerani in fiore, un’aiuola di margherite, il glicine già fiorito,
un cespuglio di ibiscus, una grandissima agave gialla e sullo sfondo la Valle dei Templi.
Siamo in
campagna, ma abbiamo il mare “africano” lì ad un passo sulla destra è
l’importante e suggestiva area archeologica sulla sinistra.
2 aprile
Lunedì
Secondo ciak –
titolo dell’Episodio “La
Grecità ”
Oggi il nostro
palcoscenico è nientemeno che …… il tempio di Giove Olimpico, tra ulivi,
mandorli e cipressi giacciono poche , ma importanti reliquie do un tempio
grandioso che ci viene illustrato nei dettagli dall’entusiasta Marco, nostra
guida archeologo.
Marco è un
giovane studioso amante della sua città e della sua grecità. Il suo racconto
della Storia, preciso e puntuale, diviene sempre più animato anche dalla sua
gestualità, dal rapido movimento tra una pietra e l’altra, dalla voce che
assume toni sempre più convinti e convincenti e così, come uno stambecco corre
tra gli incuriositi, verso i templi dei Dioscuri e saremmo per far offerte alle
divinità ctonie se non fossimo continuamente distratti da un petulante
telefonino che si ostina a riportarci nel terzo millennio.
Breve pausa,
prima di iniziare un altro viaggio sentimentale dal Tempio di Giunone, lungo la
via sacra fino al tempio della Concordia.
Dal nulla
riappare il nostro cantastorie, accompagnato da una fisarmonica e una chitarra;
di tanto in tanto si materializzano figure che raccontano; entriamo nella
mitologia, nella novella, nella musica, con cui balliamo, cantiamo, mangiamo
biscotti al pistacchio, ci infiliamo in un sentieri di fichi, mandorli e ulivi
ed eccoci seduti a tavola, su un terrazzo di fronte al Tempio della Concordia
ad assaporare le prelibatezze della cucina agrigentina nella Valle della
Grecità, immersi in dotte conversazioni intellettuali
E’ una favola
o è realtà?
E’il Parco
Letterario Luigi Pirandello!
Il caffè
letterario di questa sera si è protratto a lungo.
Tutti noi
avevamo cose da dire, commenti, apprezzamenti, proposte, promesse,complimenti,
elogi, meraviglia.
La serata si è
conclusa oltre mezzanotte, sotto le colonne severe del Tempio di Giunone
illuminato dalla luna ( non sono in grado di descrivere l’immenso romanticismo
dell’insieme …! )
3 aprile – Martedì
Terzo ciak-
“Il Mito nel Chiostro”.
Siamo davanti
alla Chiesa di S.Nicola eretta dai Cistercensi del XIII secolo, e da qui inizia
il terzo Viaggio Sentimentale.
Un Cantastorie
ci immette nell’area dell’antica città dove appare una cavea semicircolare per
le adunanze popolare.
Il percorso si
snoda fino al Chiostro, palcoscenico odierno della nostra esibizione.
Immersi
nell’atmosfera della sagra del Signore della Nave, seguiamo la processione,
brindiamo con vino rosso, assaggiamo biscotti di mandorle e continuiamo
all’interno del Museo Archeologico guidati da Calogero, colto ed appassionato
accompagnatore che ci fa ancor più apprezzare gli splendidi pezzi raccolti in
quel sito.
Torniamo per
l’ultima volta la Baglio.
Il regista ci
attende seduto nella veranda aperta davanti al giardino che emana gli ormai
consueti ma sempre soavissimi profumi di Sicilia.
L’umore della
Compagnia è altissimo, ormai siamo tutti amici, siamo contenti ed eccitati,
talmente eccitati che ho accettato di fissare queste mie impressioni per farle
leggere anche ad Altri!
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